
Mostra d’arte “L’UNGHERIA CELEBRA DANTE”,
Le “pittosculture” di Istvàn Madarassy (Ungheria)
Mostra a Firenze 26 Novembre – 6 Dicembre 2011/ Firenze, Auditorium al Duomo, proud member of Life Beyond Tourism® , e Caffè Astra al Duomo, Via de’ Cerretani 54/r
26 Novembre – 6 Dicembre 2011
Auditorium al Duomo e Caffè Astra al Duomo, Via de’ Cerretani 54/r – Firenze
Mostra d’arte “L’UNGHERIA CELEBRA DANTE”,
Le “pittosculture” di Istvàn Madarassy (Ungheria)
Apertura mostra alla presenza dell’artista: Sabato 26 Novembre, ore 18:30
INGRESSO LIBERO (da lunedì a domenica, ore 10-18 e durante gli eventi serali)
Evento in collaborazione con Museo Casa di Dante di Firenze.
La cerimonia di inaugurazione si svolgerà alle ore 16:00 presso il Museo Casa di Dante (Firenze, Via Santa Margherita, 1) al quale Istvàn Madarassy donerà una delle sue opere scultoree ispirate dal suo amore per Dante.
Proseguirà all’Auditorium al Duomo dove l’artista esporrà una selezione delle sue opere più significative.
Istvàn Madarassy
L’artista ungherese Istvàn Madarassy è considerato tra i principali scultori del rame in Europa; in passato ha firmato i restauri dei principali monumenti di Budapest ed è stato insignito della medaglia al merito dal Presidente della Repubblica d’Ungheria. Istvàn Madarassy nasce nel 1948 a Budapest. E’ membro dell’Accademia delle Scienze e delle Arti Europea con sede a Salisburgo (Austria). In Italia, più precisamente a Ravenna, la sua “Porta dell’Inferno”, ha ricevuto la medaglia d’oro della Biennale Dante. Le sue sculture raffiguranti Santo Stefano, re d’Ungheria e la Regina Gisella, sono state regalate a Papa Giovanni Paolo II dal Presidente della Repubblica d’Ungheria Ferenc Màdl. Un’altra sua opera si trova all’ONU. Ha esposto in tutto il mondo, da Parigi, Londra, New York, a Tel Aviv, Vienna, Francoforte e Milano. L’artista magiaro presenta una serie di importanti sue creazioni frutto della sapiente capacità di fondere la mano con la tecnica: Madarassy infatti interviene sulla lastra di rame utilizzando la fiamma ossidrica, dando così vita a immagini, paesaggi cangianti e suggestivi, con effetti da aurora boreale. A queste opere che si potrebbero definire “pittosculture” – che presentano la sovrapposizione di rami e alberi ritorti – s’aggiungono quadri da cui fanno capolino teste e grandi mani, con vivida espressività. Infatti se da un lato la mano rappresenta il mezzo con cui l’artista crea, la mente e lo spirito sono il crogiuolo, la culla della ispirazione, là dove inizia il processo di trasformazione e sublimazione della materia. Come un novello Demiurgo, Madarassy infonde anima alla materia, insufflandoci un magico soffio divino: il rame così, morso dal fuoco, ossidato, plasmato prende vita e si anima liberando luce e vita.